buggiano
Ricostruire la storia di questo antico complesso monastico è un viaggio a ritroso nella quotidianità di aristocratici, religiosi, contadini che hanno abitato queste mura lasciando traccia del loro gusto, delle loro abitudini e delle loro aspirazioni. Le innumerevoli modifiche testimoniano non solo i diversi stili architettonici ma anche le diverse necessità. Eppure, nonostante tutti i lavori eseguiti nel corso dei secoli, il Monastero conserva intatta la sua identità originale, la sua austera bellezza che, oggi come ieri, affascina e sorprende. Costruito successivamente alla Chiesa che vi è annessa e che risale al Mille circa. Nel 1600, da quanto risulta agli estimi catastali, era occupato da monache, o più probabilmente nobildonne che conducevano vita monacale, che il Vescovo di Pescia ordinò sotto l’ordine di San Benedetto nel 1648, imponendo loro la clausura. Tale tipo di vita richiese alcuni lavori di ampliamento e modifica che, come dimostrano i documenti relativi alle spese, furono effettuati nel 1690. Circa un secolo più tardi, nel 1798, in seguito a un editto di Leopoldo, i monasteri furono soppressi e le monache allontanate. In questa occasione il Monastero venne affidato ai monaci benedettini della Badia di Buggiano che dipendeva dalla Badia di Firenze. Da lì a poco Napoleone, sceso in Italia, ordinò l’alienazione di tutti i beni ecclesiastici e nel giro di qualche anno anche il Monastero di Buggiano fu messo all’asta. Ad acquistarlo nel 1816 fu una ricca famiglia di Pescia: i Magnani, che decise di suddividerlo per darlo in affitto a più famiglie. Questo fino al 1866 circa quando, in seguito ai debiti contratti e impauriti da un editto della Santa Sede (che minacciava la scomunica a tutti quelli che erano in possesso di beni ecclesiastici), gli eredi dei Magnani vendettero il Monastero al canonico della cattedrale di Pescia. Don Pellicci prima lo adibì a propria residenza estiva, per circa una decina di anni, poi lo vendette, per undicimila lire, a una comunità di francescani minori. Questi, che erano circa 15 monaci, intrapresero dei lavori di manutenzione e di ampliamento per adeguare l’edificio alle nuove esigenze. In quasi dieci anni, diedero il via alla costruzione di nuove camerate, di un nuovo refettorio e perfino di un nuovo pozzo. Le spese furono tali che alla fine doppiarono quello che era stato il costo dell’intero monastero: ben ventiduemila lire! Altri lavori furono eseguiti circa venticinque anni dopo, nel 1908. Ad occuparsene fu l’architetto Pacini, affezionato allo stile liberty, che intervenne soprattutto nella parte della chiesa. Poi, probabilmente in seguito al terremoto della Garfagnana nel 1911, furono necessari altri lavori di manutenzione che non intaccarono la struttura. Nel 1912 fu affittato dai francescani alle monache benedettine di Santa Giustina di Lucca che vi rimasero fino al 1970.

 
 
La ristrutturazione del Monastero di Buggiano verrà condotta nel massimo rispetto del bene archi-tettonico e del contesto urbanistico che lo accoglie. Le unità abitative verranno ricavate da un accorto frazionamento che privilegerà il rapporto sia con gli spazi interni che con quelli esterni unendo finiture di pregio ai più aggiornati apporti tecnologici.